3 azioni sostenibili che puoi fare oggi (e che forse già fai senza saperlo)

Quando ho visto per l’ennesima volta un tubetto di dentifricio buttato via ancora utilizzabile (sì, dentro c’è sempre qualcosa, basta schiacciare bene) ho pensato che dovevo parlarne.

Bentornatə, o benvenutə se è la prima volta che capiti da queste parti. Puoi scoprire chi sono e cosa faccio qui.


Oggi ti parlo di sostenibilità, quella vera, quella di “sii sostenibile come mangi!”

Quella che dura nel tempo e non ti fa sentire in colpa se non hai comprato l’ennesimo prodotto “green”, quella che spesso si nasconde in gesti piccolissimi.

Talmente piccoli che quasi ci vergogniamo a chiamarli azioni per il pianeta.

E invece sì.

Eccome se lo sono.

Non serve cambiare completamente vita, comprare tutto nuovo perché è “sostenibile” o diventare improvvisamente la persona che vive con tre barattoli di vetro e un sacchetto lavabile per ogni cosa.

A volte basta semplicemente usare fino in fondo quello che abbiamo già.

E oggi partiamo proprio da qui.

Tre cose che puoi fare oggi stesso.

Senza spendere un euro. Senza comprare niente.

E soprattutto senza stravolgere la tua vita.

1. Usa la carta igienica fino alla fine

Sì, anche i fogli attaccati al rotolo.

Lo so, fa un po’ ridere scriverlo in un blog di libri per bambini 😁

Ma pensaci: quante volte consideriamo “finito” qualcosa quando, in realtà, non lo è ancora?

Quel pezzettino di carta (che spesso è più di uno) rimasto attaccato al rotolo non cambierà probabilmente il destino del pianeta.

Ma l’abitudine di non sprecare ciò che abbiamo sì.

E poi diciamolo: se è ancora utilizzabile, perché buttarlo?

Il concetto è semplicissimo: prima di buttare, chiediti se è davvero finito.

Tienilo a mente.

2. Spremi bene il tubetto di dentifricio

Le persone si dividono in due categorie: quelle che spremono il tubetto dalla metà e quelle che lo spremono dalla fine (azione che ha fatto scoppiare le coppie più solide!)

Maledetto tubetto. Il dentifricio non esce più.

Lo schiacci.

Lo arrotoli.

Lo schiacci dal fondo verso l’alto.

Niente.

“È finito.”

No. Non è finito.

È semplicemente nascosto molto bene. 😂

E allora puoi provare a tagliare il tubetto, quando il tipo di confezione lo consente, e recuperare il prodotto rimasto.

Magari sono solo pochi giorni di utilizzo.

Ma quei pochi giorni significano una cosa molto semplice: hai utilizzato fino in fondo qualcosa che avevi già comprato.

Non hai sprecato prodotto e non hai avuto bisogno di sostituirlo immediatamente (e forse la coppia è salva!).

Piccolo gesto? Sì.

Inutile? No.

3. Metti a testa in giù shampoo & co.

Questa è ancora più semplice.

Quando shampoo, balsamo, detergente e simili stanno per finire, mettili a testa in giù.

La gravità farà il resto.

E così quella che sembrava essere “l’ultima goccia” spesso diventa qualche giorno in più di prodotto.

Anche qui il principio è sempre lo stesso: non considerare finito qualcosa solo perché non riesci più a tirarlo fuori facilmente.

A volte non serve comprare qualcosa di nuovo.

Serve semplicemente guardare meglio quello che abbiamo già.

Se ci pensi, queste tre azioni hanno qualcosa in comune.

  • Non ti chiedono di rinunciare
  • Non ti chiedono di comprare
  • Non ti chiedono nemmeno di diventare una persona diversa

Ti chiedono soltanto di fermarti un secondo prima di buttare qualcosa e domandarti:

“È davvero finito?”

È uno sguardo che possiamo applicare a tantissime cose.

E che, da anni, io applico soprattutto ai libri.

Un libro, quando arriva alla sua “ultima pagina” non è affatto finito.

Può avere ancora tantissime storie da raccontare.

A un altrə bambinə. In un’altra casa. Su un altro comodino.

Con magari una copertina un po’ più vissuta.

Un angolo piegato, una dedica scritta a matita.

Piccole imperfezioni che rendono quel libro amato.

Un libro che ha fatto il suo lavoro e che può continuare a farlo.

È lo stesso principio del tubetto di dentifricio.

Non buttarlo solo perché ha già dato qualcosa. Dagli la possibilità di dare ancora.

È esattamente quello che faccio con Magiedinalli: dare una nuova vita ai libri usati per bambini, compresi quei libri rari, introvabili e fuori catalogo che magari proprio tu stai cercando da anni.

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Perché un libro non deve necessariamente essere nuovo per essere speciale.

E soprattutto non deve avere una sola vita.

Può essere letto, amato, passato di mano, riletto e poi ancora passato di mano.

È economia circolare, ma con una storia dentro. 📚♻️

Questa è una cosa a cui tengo particolarmente.

Perché quando si parla di usato, riuso e riciclo sembra quasi che dobbiamo scegliere tra qualcosa di bello e qualcosa di sostenibile.

Come se sostenibilità significasse:

“Va bene, non sarà bellissimo, ma almeno non l’ho buttato.”

Io non la penso così.

Riusare può essere creativo.

Può significare prendere qualcosa che sembrava arrivato alla fine e immaginare per lui una possibilità diversa.

È anche il principio che sta dietro all’Artigianato Libresco di Magiedinalli: trasformare materiali, carta e oggetti destinati a essere dimenticati o buttati in qualcosa di nuovo.

Non è rinunciare.

È guardare le cose con occhi diversi.

E chiedersi:

“Prima di buttarlo, cosa potrei farne?”

Questa domanda, secondo me, è già un piccolo gesto sostenibile.

Non ti nascondo che a volte la parola “sostenibilità” mi fa un po’ storcere il naso.

Soprattutto quando diventa un’etichetta da appiccicare a qualsiasi cosa per venderla meglio.

Non è quello che voglio fare qui.

Per me la sostenibilità è molto più semplice.

E molto meno instagrammabile:

  • non sprecare quello che esiste già
  • scegliere l’usato quando ha senso
  • riutilizzare
  • riciclare
  • dare una seconda possibilità alle cose.

Che sia un tubetto di dentifricio o un albo illustrato che una bambina ha amato e che un’altra potrebbe amare altrettanto, il principio non cambia.

E quando possiamo fare qualcosa in più, lo facciamo.

Per questo, attraverso gli acquisti su Magiedinalli, sostengo anche il mio abbonamento con Treeonfy, contribuendo alla piantumazione di alberi e alla rimozione della plastica.

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Perché la cura dell’ambiente non si esaurisce nel “non buttare”.

Possiamo anche provare a restituire.

Un gesto alla volta.

Un albero alla volta. 🌱

E forse è proprio questa la parte che mi interessa di più.

Non credo molto nelle grandi rivoluzioni che durano una settimana (troppa fatica, molli subito).

Credo nelle piccole abitudini che, ripetute abbastanza a lungo, diventano semplicemente il nostro modo di fare le cose.

È lo stesso motivo per cui in un atro articolo di parlo di lettura come pratica quotidiana.

Non serve leggere per due ore ogni sera.

Anche pochi minuti, se diventano una routine, possono fare la differenza.

Leggi l’articolo sulla routine di lettura per bambini

E vale anche per la sostenibilità.

Non serve fare tutto.

Serve fare qualcosa e continuare a farlo.

Se hai già creato un piccolo angolo lettura in casa, prova a guardare anche alla tua libreria con occhi nuovi.

Scopri come creare un angolo lettura in casa

Ci sono libri che i tuoi bambini non leggono più?

Potrebbero essere pronti per una nuova storia.

Puoi scambiarli.

Regalarli.

Cercare qualcuno che li stia cercando.

Oppure scoprire il book crossing e lasciare che continuino il loro viaggio.

Scopri come funziona il book crossing

Perché anche questo significa sostenibilità:

non considerare “finito” qualcosa solo perché ha finito il suo percorso con te.

E forse è proprio qui che sostenibilità e lettura si incontrano meglio.

Un libro non ha bisogno di essere nuovo per far nascere l’amore per le storie.

Ha bisogno soltanto di arrivare nelle mani giuste.

Come dicevo anche nell’articolo sull’importanza della lettura fin da piccoli, il valore di un libro non sta nel fatto che sia appena uscito dalla libreria.

Sta in quello che riesce a lasciare a chi lo legge.

Leggi perché è importante leggere fin da piccoli

RIUSA.

Prima di comprare qualcosa di nuovo, guarda cosa hai già.

RICICLA.

Quando qualcosa è davvero arrivato alla fine, smaltiscilo nel modo corretto.

RILEGGI.

Perché un libro può avere molte più vite di quanto immagini.

E forse possiamo aggiungerne una quarta:

RIPENSACI.

Prima di buttare qualcosa, fermati un secondo.

Chiediti: “È davvero finito?”

Magari la risposta sarà sì. Ma magari no.

E in quel piccolo “no” può cominciare un modo diverso di guardare alle cose.

Non devi fare tutte e tre le cose. Scegline una.

Oggi.

Usa fino in fondo quel rotolo. Spremi quel dentifricio. Metti a testa in giù lo shampoo.

E poi, la prossima volta che stai per liberarti di un libro, fermati un momento.

Perché magari non è arrivato alla fine. Ha solo finito la sua prima vita.

E questa, dalle mie parti, è già una piccola magia. ⭐📖♻️

Se vuoi approfondire queste 3 azioni, trovi un piccolo audio nel canale telegram Magiedinalli, alias Salotto libresco. Puoi unirti gratuitamente qui

Grazie per essere statə con me fino ad ora. Ci rileggiamo presto qui sul blog e ricorda che un libro, ancor più se usato, è sempre una buona idea! 📖❤️♻️

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